sabato 21 giugno 2014

Estate

Vedo che il mio invito non è stato raccolto.... spero sia perché siete tutti troppo impegnati a viverli questi buoni motivi e non perché non ne abbiate trovati....

Anche io in questi giorni ho riscoperto il gusto di vivere alla giornata, rallentare un po' con lavoro, farmi sorprendere dalle piccole magie che si trovano dietro l'angolo, e ho poca voglia di scrivere...

sarà l'estate, che ufficialmente inizia oggi.. sarà che è un momento tutto mio, che ho poca voglia di stare sul web... comunque me ne sto tranquilla a farmi sorprendere dalla vita.

quindi ecco la mia lista di motivi per cui è valsa la pena vivere... l'invito a mandarmi i vostri resta sempre aperto.... io intanto, mi sa che per un po' vi saluto...e soprattutto buona estate a tutti!!!

1. passeggiare in spiaggia d'estate sotto la pioggia
2. le battute ciniche e politicamente scorrette col mio coinquilino
3. mio padre e mia sorella che arrivano tra un'ora e non ci si vede da troppo
4. andare a Napoli con 3 donne diversissime che mai avresti aspettato di farci un viaggio insieme e divertirsi un casino
5. sognare un bambino minuscolo che ti dorme sul petto e svegliarsi serena
6.Navigare, navigare, navigare
7. sentirsi dire da tua madre che è orgogliosa della tua saggezza
8. i laboratori, creare un cerchio magico in cui ascoltare e raccontare le storie
9. Ridere, ridere di gusto senza nemmeno sapere bene perché
10. Ricevere un messagio da un caro amico che vorrebbe venirti a trovare nell'istante esatto in cui stai per chiamarlo per dirgli vorrei venirti a trovare....


e per ora mi fermo qui... aggiungo poi il pensiero di Marco, inviatomi su Facebook qualche giorno fa

"il mio viaggio in malesia per suonare... il giro del mondo per la musica che voglio di più?"
già... che volere di più.... che sia un'estate piena di desideri che si avverano... per tutti noi!!!



lunedì 16 giugno 2014

100 Giorni



Via avevo promesso per oggi la lista dei buoni motivi per aver vissuto.. Ma ci sto ancora lavorando, qualche contributo è già arrivato, come quello di Luca, nel commento al post CANTIERE... Qualcuno lo sto ancora aspettando....il mio è pronto, fresco fresco di oggi, giornata in mare, ricca di emozioni.... 

ma quello che ha colpito la mia attenzione e la mia anima stasera, un pensiero che da Perugia torna a Birmingham, per essere poi letto sotto le stelle del porto di Leuca, è il contributo inviatomi dalla mia amica Marta.... Lascierò quindi a lei il compito di rallegrarvi il lunedì mattina, e rimando la lista a giovedì o venerdì... Quindi continuate a mandare... Io me ne vado a dorimire cullata dalle onde... Buon inzio di settimana a tutti






15 Giugno 2013, pioveva a Birmingham proprio come il giorno del mio arrivo. Il deejay nel locale passava musica electro- swing. Alcuni abbracci e sorrisi prima di salutarci con la promessa che le nostre strade prima o poi si sarebbero incontrate di nuovo. Il volo che avrei dovuto prendere di li a poche ore mi avrebbe riportato a casa dopo 100 giorni.

100 giorni per sconfiggere vecchie paure, ansie,  per abbandonare una solida gabbia che, con grande abilità, avevo contribuito a costruirmi intorno.

100 giorni per  imparare ad usare la bicicletta contropedale, sentendomi di nuovo come una bimba insicura che ha paura di cadere. Far  poi diventare quella bici piena di fiori colorati la mia compagna di viaggio di giorno e di notte, con la pioggia e con  il sole.

100 giorni di sfide, di duro lavoro. 

100 giorni per osservare dalla finestra della mia camera quel piccolo lago, prima ghiacciato circondato dalla neve. Vedere poi arrivare la pioggia, tanta… troppa, a scioglierla tutta. E poi finalmente il sole, i colori della primavera, intensi come non li avevo mai visti prima, e la natura cominciava a cantare.

100 giorni per apprezzare davvero le rare giornate di sole come fossero istanti preziosi da catturare.

100 giorni di nuovi amici…anzi, di una nuova famiglia.

100 giorni di risate, di brindisi,  di nottate di musica a tutto volume e danze sfrenate salutandosi che è già mattina.

100 giorni per ritrovare nel silenzio un momento prezioso per ascoltare i miei pensieri, ma stavolta ascoltarli davvero. Per abbandonare le aspettative che gli altri avevano su di me.

100 giorni per capire che ad una vita sicura se ne può preferire una  instabile ma ma più  felice.

100 giorni per conoscermi in un viaggio che ha segnato una fine e un nuovo inizio

100 giorni a volte sembrano essere una vita intera

giovedì 12 giugno 2014

Cantiere

A quanto pare il buon proposito di scrivere ogni martedì e venerdì è andato allegramente a farsi benedire.... del resto quando si parte con la valigia ancora fatta dal viaggio prima senza sapere cosa c'è dentro ne quanto si starà via essere costanti non è semplicissimo... da adesso almeno fino alla fine dell'estate mi propongo di scrivere uno o due post a settimana, ma senza giorni fissi... e vediamo come va.

A parte questo mi soddisfa tenere questo blog, mi sembra abbastanza apprezzato, anche se in una cerchia ancora intima... ma a me va bene così, e mi permette di tenere il filo della mia vita, soprattutto lavorativa (come se ci fosse spazio per altro al momento...), e scrivere con costanza mi obbliga a prendermi un po' di tempo per me....

Quello che mi spiace è che nessuno commenti mai, o che interagisca in qualche modo col blog.... quindi proverò, prendendo spunto dalla mia amica Nadia, a lanciare una sfida...

Oggi, mentre ero in cantiere con la Danse, ho sentito un uomo, in tuta da lavoro, che sistemava una barca sotto un sole cocente, cantare Rose Rosse, 5 minuti dopo la cantava quasi tutto il cantiere. Mi ha messo il buonumore... e mi ha ricordato una cosa che facevamo al liceo: girava una mail, con una lista di momenti per cui è valsa la pena aver vissuto... e poi tutti la si allungava con un paio di pensieri... vorrei provare a sperimentare una cosa del genere... lancio un appello: fatemi sentire che oltre a leggermi vi si smuove qualcosa! mandatemi una mail, descrivendo brevemente uno dei momenti in cui vi sembra sia valsa la pena aver vissuto.... entro domenica a pomeriggio... in modo che lunedì mattina... che il lunedì è sempre un giorno difficile, avremo tutti qualcosa di ottimista da leggere.....

Ovviamente scegliete voi se volete che siano pubblicati col nome, o in forma anonima....

domenica 8 giugno 2014

Don't think twice is all right




Etsy Craft Party,  Photo by AR10 © All rights reserved



It ain't no use to sit and wonder why, babe
It don't matter, anyhow
An' it ain't no use to sit and wonder why, babe
If you don't know by now
When your rooster crows at the break of dawn
Look out your window and Ìll be gone
Yoùre the reason Ìm trav'lin' on
Don't think twice, it's all right





Settimana lunga, intensa, faticosa ma anche piena di soddisfazioni.
E poi sabato sera te ne torni a casa da sola, finalmente accompagnata solo dal rumore dei tuoi pensieri e dal profumo dei gelsomini....

Etsy Craft Party,  Photo by AR10 © All rights reserved
E realizzi che finalmente è estate, cammini verso casa leggera, i locali sono pieni, non è nemmeno mezzanotte, tu stai crollando dal sonno ma per il resto del mondo è sabato sera. E dal giardino di un locale a pochi passi da casa note di una canzone che conosci più che bene, che ti ricordano lunghe adolescenze e viaggi in macchina con tuo padre, e dietro il cancello il sorriso di qualcuno incontrato solo 24 ore prima ma che già ti sembra di conoscere, qualcuno che percorre con te gli ultimi pochi metri fino a casa... e a volte quando ti senti stanca e leggermente smarrita non c'è nulla di meglio che fare quattro passi con un quasi sconosciuto annusando l'estate, che tinge tutto di speranza, e ti ricorda che va tutto bene... più che bene. Che ogni giorno è un nuovo incontro, che ogni passo senti sempre di più che la direzione è quella giusta, anche se non sai nemmeno benissimo dove stai andando. Perché ci stai andando contenta e in ottima compagnia, perché a ogni sosta stai incontrando persone che fanno un pezzetto di strada con te, e che ti raccontano le loro storie, che tu custodisci come un tesoro, nella tua bella valigia piena di colori e cartoline vecchie che diventano nelle mani degli altri nuove storie, come quelle che abbiamo realizzato venerdì al laboratorio. 



Etsy Craft Party Photo by AR10 © All rights reserved
E allora grazie alla vita, grazie a tutte le donne e gli uomini che camminano sorridendo per la loro strada e che quando incrociano la tua trovano un po' di tempo, fosse un anno un giorno o un frammento di secondo, per camminare un pezzo insieme o fermarsi a ristorarsi un po' o solo salutarsi con la mano.







martedì 3 giugno 2014

Sono ancora qui

Si lo so, mi ero ripromessa di scrivere due volte a settimana, e la settimana scorsa mi sono data alla macchia.

Il fatto è che a volte hai bisogno di fermarti un attimo e di non scrivere, o scrivere solo per te, è che a volte le cose succedono velocemente e non ti va di fermarle su una pagina, o almeno non subito.

Quindi per farmi perdonare ecco un breve riassunto della scorsa settimana:


Lunedì partenza per Napoli, per accompagnare Ermelinda a un convegno all'università, con Barbara e Antonella: quattro donne diversissime tra loro, per 24 ore scarse, in una città meravigliosa, che scoppia di vita in ogni angolo, in ogni frammento. Una sera per uscire dal mondo, dai pensieri, dal lavoro, dagli impegni,dalle famiglie. Per scoprire che si può stare bene e condividere tanto con persone che, per metterle insieme sullo stesso treno, nello stesso viaggio, ci vuole un dio dotato di un'immaginazione e una creatività altissime.


Martedì: Convegno, laboratorio, ancora nuove storie da esplorare, da rivelare, nuovi viaggi reali e metaforici in cui accompagnarsi, scoprendo il potere dei gruppi

Mercoledì e giovedì: studio, mi organizzo le attività per questa settimana freneticissima, mi preparo al Raduno dell'arte.
Giovedì sera arriva la mamma, venerdì tutti pronti ad imbarcarsi per la magica isola di Othonoi, dove per due giorni si naviga, si mangia e soprattutto si suona e si canta, tutti insieme, in perfetto spirito oltrevelistico.

Domenica rientro, sbarco degli equipaggi, e a letto con un mal di terra che non vi dico, ma felice e soddisfatta.

Lunedì mi riprendo più rapidamente di quatto vorrei, un po' di tempo ancora con mamma poi volo da Sara per organizzare gli ultimi dettagli della trasferta Salentina dello staff di Youth for Change, cenetta a lume di candela con Frank Sinatra e a letto quasi pronte.

Oggi arrivano tutti, domani ci trasferiamo a Melendugno dove seguiremo da vicino la vita della Claudia per il resto della settimana.

Se venerdì non dovessi riuscire a scrivere sarà perché sono impegnata, insieme a gran parte delle donne straordinarie che vi ho descritto giorni fa, all'etsy party, a Melendugno... quindi veniteci a trovare, vi stupiremo con effetti speciali.


E adesso esco di corsa, che mi aspetta il mio amico Claudio, del progetto Kvalues, di passaggio sulla via tra Racale e Roma, per un caffè e un bacio volante... e spero con questo elenco di essermi fatta perdonare per la sparizione

venerdì 23 maggio 2014

Non chiamiamoli eroi...

Questa storia risale a 22 anni fa, 22 come gli anni che mi separano da mia madre, come il giorno del mio compleanno, come il giorno che è appena finito.... un numero importante per me, il numero delle cuspidi, di quelli che non sai mai di che segno sono, e allora gli chiedi a che ora sei nato, o cerchi di intuirlo da come parlano, si muovono, si relazionano.

Enrico Deaglio per LaRepubblica

Già il 1992, leggendo l'intero articolo sopra citato tantissime immagini si sono formate nella mia testa, le serate passate alla tv a seguire il maxiprocesso e mani pulite.... non so cosa intendesse Deaglio con età della ragione... io nel 1992 compivo 8 anni, e forse tante cose non le capivo, ma le immagini, quelle sono impresse con una chiarezza e una nitidezza difficili da spiegare. E ricordo benissimo dov'ero il 23 maggio, e il 19 luglio. Ricordo il tono di voce di mia madre, la rabbia, l'incredulità, lo sdegno. E le immagini del tg, tutte quelle macerie, un anno di bombe, in Italia, in quei Balcani che ancora, più o meno, si chiamavano Jugoslavia, un anno di processi, un anno che nella testa di una bambina di 8 anni non può che lasciare un'impronta profondissima.

In questi 22 anni non ho mai dimenticato quei giorni, e ho avuto occasioni di rivederli, di discuterli, con la testa di adolescente, e poi di adulta, con lo sguardo del presento storico/politico e la consapevolezza, pur nell'impossibilità di avere certezze e verità innata in questo paese, di come gli eventi di quell'anno siano profondamente legati a tutto ciò che di più malato infesti il nostro paese oggi più di ieri. Non mi fermerò qui a fare un'analisi politica, e non perché questo voglia essere un blog apolitico: io la parola apolitico la schifo e la cancellerei volentieri dal dizionario, anche perché pensandoci bene non significa nulla, se politico è ciò che riguarda la vita di una comunità come può quest'attività essere negata mettendo una stupida a davanti?
Non lo farò perché non me la sento, perché ci vorrebbe troppo tempo, energia, e c'è chi è più competente di me nel fare lunghe e accurate riflessioni storiche e politiche.
Ma una cosa, una cosa che tanti prima di me hanno detto, non solo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ma di tanti altri, una cosa voglio dirla, devo dirla, e ripeterla fino allo sfinimento: NON CHIAMIAMOLI EROI. Chi lo fa, anche se in buona fede, continua a ucciderli e a ucciderci ogni giorno. La lotta alle mafie, alle ingiustizie, agli imperialismi, a ogni potere forte che prevarica l'interesse della cosa pubblica non ha bisogno di eroi, ma di Coraggio. Ammiriamo il loro coraggio e prendiamoli a esempio a modello, pensandoli sempre come persone, che, "semplicemente" hanno accettato di rischiare e dare la vita per valori che dovrebbero essere condivisi dal genere umano intero. Rispettiamoli, raccontiamo di loro ai bambini, ma sempre calandoli da quel piedistallo che rende gli eroi uomini straordinari capaci di compiere ogni alta impresa legittimando tutti gli altri a girare la testa dall'altra parte senza indignarsi, senza lottare, arrendevoli e asserviti.




martedì 20 maggio 2014

Ri-Scrivere (Appartenza)




Venerdì, durante il secondo incontro di "Moving Landscape", al quale purtroppo non ho potuto partecipare, ci era stato chiesto di portare uno scritto, da condividere, e ognuno di noi avrete riscritto il testo di un altro. 

A me è stato assegnato il testo di Mary, date che nemmeno lei c'era, a lei il mio, lo riscriveremo per conto nostro, poi li condivideremo. Ho appena riscritto il su racconto, è stato più difficile del previsto, ma mi è piaciuto, mi sono lasciata per 24 ore prendere dalle immagini mentali che mi aveva suscitato, non curandomi di quale fosse il senso per lei, e poi ho spostato il punto di vista. Non posterò qui il racconto di Mary, non ora almeno, e non senza il suo consenso, ovviamente. Posto invece il mio, aspettando con eccitazione e curiosità di leggerlo e farvelo leggere riscritto da lei...


Appartenenza

Sono giorni che ci penso... anzi forse sono anni... ma in questi giorni, passati in val d’Itria con la mamma, dopo il laboratorio, un intero fine settimana senza internet e telefono, trascorso a leggere Rodari e esplorare posti nuovi, vicini e allo stesso tempo diversissimi, il pensiero sull’appartenenza si è fatto pressante al punto che è arrivato il momento di scriverne un po’.

Il punto è che da quando vivo qui sento così spesso frasi che iniziano con “la mia terra”, oppure “io sono salentina/o.” E così la domanda, di dove sono io, riemerge sempre più spesso.

Io non lo so di dove sono, io questa appartenenza ad un luogo geografico non la sento. Io sono il rumore di un treno che attraversa la Maremma, sono la bambina che si addormenta su un’amaca in traghetto tra Napoli e le Eolie, che impara a guidare sull’Aurelia. Io sono un sacco di luoghi ma non credo di appartenere a nessuno di essi...

Volendo proprio fare uno sforzo e identificarmi in un luogo dovrei dire che sono di Roma. In fondo mia madre e mio padre sono nati lì, e io ci ho vissuto per 24 lunghi anni. Roma significa moltissimo per me, e sempre sarà così.
I primi amori, le fughe in motorino, la scuola, la militanza, i concerti, i cortei, gli amici del cuore di sempre, sono tutti a Roma. Eppure a Roma non mi sono mai sentita davvero a casa, e secondo me in pochi ci si sentono davvero. E l’Umbria? Sono nata a Narni, vissuta ad Amelia per i primi tre anni della mia vita, ma ci sarò tornata si e no 5 volte in tutta la mia vita in Umbria, e nonostante ci siano dei legami con quei luoghi, o meglio ancora dei richiami, non si può dire che io senta nessun senso di appartenenza... e come potrei d’altronde? Non c’è neanche il mare... Allora proviamo col sangue, magari qualcosa esce. I miei nonni paterni sono napoletani, mia nonna materna salernitana, mio nonno piemontese. Dunque per legame di sangue potrei essere napoletana.. e il richiamo del sangue lo sento da sempre... ma quale legame ho con Napoli? Un legame istintivo fortissimo, come quello che ho con Marsiglia, pur avendoci passato solo 4 giorni in tutta la mia vita, credo che sia perchè amo le città di porto, e i noir di Izzo.  E certo le estati iniziate con l’infanzia e mai finite passate tra Maremma e Sicilia non mi rendono nè toscana, ne tantomeno, ahimè, Siciliana, anche se sono i posti che più porto nel cuore, e certo mi ci sento proprio bene. E finalmente arriviamo al Salento... qui si, davvero, e forse per la prima volta nella mia vita, mi sento a casa. Completamente, nel bene e nel male questa è casa mia. Ma non posso dire di essere Salentina, non c’è quell’appartenenza, non ne ho la memoria storica. E parafrasando Gaber, non mi sento nemmeno italiana (ma per fortuna o purtroppo lo sono).

In fondo quello che sto scrivendo, in questa notte di primavera che mette il buonumore, ma pure un filo di malinconia, l’ho sempre saputo, e non mi ha mai dato pensiero. Finora. In questi giorni invece questo tema è emerso riportandomi a farmi di nuovo la consueta domanda che tanto mi mette di cattivo umore quando mi viene posta “ma tu di dove sei?” , come se una parte di me si sentisse da meno a chi questa appartenenza la sente forte, e in questa appartenenza trova delle certezze, magari anche amare, indesiderate, o indicibili, ma comunque certezze. Beh in questi giorni ho capito che ci sono persone che appartengono ai luoghi ed altre che appartengono a cammini... ed è una cosa che un po’ puoi scegliere un po’ no, e che comunque ti caratterizza ma non ti definisce completamente... e allora buono così. Io appartengo al sud (fin qui almeno ci arrivo), alla strada, alla ferrovia, e soprattutto al mare. Ed è solo questione di accettarlo. e poteva anche andarmi peggio.