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venerdì 11 luglio 2014

Mediterraneo

Sono di ritorno a Sud... E ho i cuore pieno pieno pieno.....

Mentre il treno mi culla verso un meraviglioso presente penso a quest'estate.... E mi torna alla memoria questo film....

Alla Grecia, all'amicizia, all'amore, a tutti quelli che stanno scappando e a tutti quelli che hanno smesso di scappare... A Cecilia, soprattutto....

Che possa essere un'estate col botto!!!!

sabato 21 giugno 2014

Estate

Vedo che il mio invito non è stato raccolto.... spero sia perché siete tutti troppo impegnati a viverli questi buoni motivi e non perché non ne abbiate trovati....

Anche io in questi giorni ho riscoperto il gusto di vivere alla giornata, rallentare un po' con lavoro, farmi sorprendere dalle piccole magie che si trovano dietro l'angolo, e ho poca voglia di scrivere...

sarà l'estate, che ufficialmente inizia oggi.. sarà che è un momento tutto mio, che ho poca voglia di stare sul web... comunque me ne sto tranquilla a farmi sorprendere dalla vita.

quindi ecco la mia lista di motivi per cui è valsa la pena vivere... l'invito a mandarmi i vostri resta sempre aperto.... io intanto, mi sa che per un po' vi saluto...e soprattutto buona estate a tutti!!!

1. passeggiare in spiaggia d'estate sotto la pioggia
2. le battute ciniche e politicamente scorrette col mio coinquilino
3. mio padre e mia sorella che arrivano tra un'ora e non ci si vede da troppo
4. andare a Napoli con 3 donne diversissime che mai avresti aspettato di farci un viaggio insieme e divertirsi un casino
5. sognare un bambino minuscolo che ti dorme sul petto e svegliarsi serena
6.Navigare, navigare, navigare
7. sentirsi dire da tua madre che è orgogliosa della tua saggezza
8. i laboratori, creare un cerchio magico in cui ascoltare e raccontare le storie
9. Ridere, ridere di gusto senza nemmeno sapere bene perché
10. Ricevere un messagio da un caro amico che vorrebbe venirti a trovare nell'istante esatto in cui stai per chiamarlo per dirgli vorrei venirti a trovare....


e per ora mi fermo qui... aggiungo poi il pensiero di Marco, inviatomi su Facebook qualche giorno fa

"il mio viaggio in malesia per suonare... il giro del mondo per la musica che voglio di più?"
già... che volere di più.... che sia un'estate piena di desideri che si avverano... per tutti noi!!!



domenica 8 giugno 2014

Don't think twice is all right




Etsy Craft Party,  Photo by AR10 © All rights reserved



It ain't no use to sit and wonder why, babe
It don't matter, anyhow
An' it ain't no use to sit and wonder why, babe
If you don't know by now
When your rooster crows at the break of dawn
Look out your window and Ìll be gone
Yoùre the reason Ìm trav'lin' on
Don't think twice, it's all right





Settimana lunga, intensa, faticosa ma anche piena di soddisfazioni.
E poi sabato sera te ne torni a casa da sola, finalmente accompagnata solo dal rumore dei tuoi pensieri e dal profumo dei gelsomini....

Etsy Craft Party,  Photo by AR10 © All rights reserved
E realizzi che finalmente è estate, cammini verso casa leggera, i locali sono pieni, non è nemmeno mezzanotte, tu stai crollando dal sonno ma per il resto del mondo è sabato sera. E dal giardino di un locale a pochi passi da casa note di una canzone che conosci più che bene, che ti ricordano lunghe adolescenze e viaggi in macchina con tuo padre, e dietro il cancello il sorriso di qualcuno incontrato solo 24 ore prima ma che già ti sembra di conoscere, qualcuno che percorre con te gli ultimi pochi metri fino a casa... e a volte quando ti senti stanca e leggermente smarrita non c'è nulla di meglio che fare quattro passi con un quasi sconosciuto annusando l'estate, che tinge tutto di speranza, e ti ricorda che va tutto bene... più che bene. Che ogni giorno è un nuovo incontro, che ogni passo senti sempre di più che la direzione è quella giusta, anche se non sai nemmeno benissimo dove stai andando. Perché ci stai andando contenta e in ottima compagnia, perché a ogni sosta stai incontrando persone che fanno un pezzetto di strada con te, e che ti raccontano le loro storie, che tu custodisci come un tesoro, nella tua bella valigia piena di colori e cartoline vecchie che diventano nelle mani degli altri nuove storie, come quelle che abbiamo realizzato venerdì al laboratorio. 



Etsy Craft Party Photo by AR10 © All rights reserved
E allora grazie alla vita, grazie a tutte le donne e gli uomini che camminano sorridendo per la loro strada e che quando incrociano la tua trovano un po' di tempo, fosse un anno un giorno o un frammento di secondo, per camminare un pezzo insieme o fermarsi a ristorarsi un po' o solo salutarsi con la mano.







venerdì 16 maggio 2014

Le donne lo sanno


Le donne lo sanno che niente è perduto
che il cielo è leggero
però non è vuoto
le donne lo sanno
le donne l'han sempre saputo
(Le donne lo sanno_Ligabue)


Ieri sera, pensando al post di oggi, mi era venuta una mezza di idea di parlare un po' delle donne straordinarie che ho incontrato nel mio percorso personale e professionale, ma stavo per desistere. Avevo paura che uscisse qualcosa di banale, di non riuscire a dire quello che volevo, di risultare tristemente celebrativa. Poi mentre stamattina ero ancora in pigiama a capire come gestire la giornata si sono presentate sotto casa mia Giulia e Sara, vulcaniche e sorridenti, per darmi un cartone immenso recuperato chissà dove e chissà quando, per costruire un albero da decorare in un laboratorio di riciclo. Mi sono convinta che fosse giusto parlare un po' di questa eccezionale energia femminile.

Volevo impostare questo posto come una piccola galleria di ritratti delle donne con cui condivido il mio percorso di crescita umana e lavorativa, così ho iniziato a buttare giù un po' di nomi, tralasciando volutamente madri, sorelle, cugine, zie nonne e amiche di sempre, non perché non siano donne straordinarie ma per il bisogno di restringere il campo alle donne con cui condivido il presente, i progetti e le iniziative che danno un senso alla mia vita nel qui ed ora. Ho iniziato a fare un elenco e ho realizzato che sono comunque troppe: Giulia, Sara, Nunzia, Antonia, Betta, Pamela, Nadia, Claudia, Marta, Miriam, Ermelinda, Francesca, Marcella, Annalisa, Monica, Ilaria.... e sono certa di averne comunque dimenticata qualcuna, ognuna di loro racchiude dentro tutto un mondo. Queste donne sono per me esempi, di determinazione e coraggio, compagne di avventura, specchi per guardarmi dentro e intorno allo stesso tempo.

Insomma ho capito che fare un ritratto di ognuna di loro in unico post sarà difficile. Magari come Nadia con le sue chiacchiere da salotto potrò dare loro uno spazio settimanale sul blog... intanto cerco di spiegarmi e spiegarvi perché ho tanto bisogno di parlare di loro.

la prima risposta che mi viene in mente è che sono semplicemente straordinarie. Tutte uniche e diverse tra loro ma con una cosa in comune: un enorme CORAGGIO, che dimostrano ogni giorno portando avanti con passione le cose in cui credono, che sia un lavoro, una relazione, una famiglia, un desiderio di libertà, un principio, la voglia di cambiare il mondo o almeno quel piccolo pezzo cui sentono di appartenere. 
Sono, anzi siamo, forti senza rinunciare alla dolcezza, ambiziose ma mai competitive, o almeno non nel senso più infido del termine, anzi, ci sosteniamo a vicenda, come possiamo, sempre. E se ci incontri per strada mentre corriamo da una parte all'altra, cercando di tenere a mente che non possiamo fare tutto ma provandoci comunque, un sorriso, anche nella giornata più nera, non lo neghiamo mai. 

E anche se siamo state ferite e deluse non portiamo rancore, sappiamo ricostruirci ogni volta, aiutare e chiedere aiuto, dare e lasciare andare. 

E se qualcuno se lo stesse domandando, no, non odio gli uomini, nemmeno quelli che mi hanno più delusa. Anzi, più cresco più incontro intorno a me una serie di uomini altrettanto straordinarie, e magari parlerò presto anche di loro....



venerdì 2 maggio 2014



Non è l'amore che va via

Di isole che ti cambiano la vita, e di incontri che non sai dove ti porteranno.

Stasera per caso mi sono imbattuta nel mio primo Digital Storytelling, realizzato un anno fa nel Laboratorio dal Basso: "Oggi a Pranzo:Cultura!"

Di quel giorno di maggio e di come mi ha poi portato a iniziare un percorso sullo storytelling ho già parlato in un post precedente, ma rivedere il video, a un anno di distanza, ha risvegliato in me emozioni forti e contrastanti.

Mi assalgono pensieri su come si cambia in soli 12 mesi, su come quello che era un pallido desiderio, un sogno in cui cullarsi in un pomeriggio torrido di primavera, stia diventando passo dopo passo la mia realtà, ed è bellissimo e allo stesso tempo faticosissimo. Stasera, che mi sento affaticata dai troppi progetti da seguire contemporaneamente,  sembra che questo passo avanti in concretezza, che è sicuramente una gran bella cosa, lo stia pagando con la perdita, o semplicemente un lieve allontanamento da alcuni miei amori.

E mi sono allontanata da Lampedusa, è quasi un anno che non torno, e rivedendo questa storia, tecnicamente molto più che imperfetta (ho anche pensato di rifare l'audio, ma poi mi sono detta che per quanto sporco e impreciso è anche lui una traccia di un cammino, ed è giusto che resti intatto) questa sera, mi assalgono domande a cui ancora non trovo risposta.

Lampedusa, il festival, i campi di volontariato, gli amici e i compagni incontrati sull'isola, le camminate solitarie nella notte sotto la luna, i racconti e il romanzo dedicati a lei e mai terminati, mi hanno cambiata dentro in una maniera che non avevo mai immaginato. Dolore e felicità, e soprattutto condivisione, condivisione, condivisioni. E amore.. amore nel senso più puro e allargato della parola, amore per la vita, amicizie profondissime nate o cresciute lì, e adesso dov'è tutto ciò?

Mi manca quella parte di me, ultimamente mi sembra di correre troppo, e di aver sacrificato delle parti importanti, seppure per obiettivi che sento miei e in cui metto una passione e una motivazione, e una fermezza, che raramente avevo sperimentato. 

Sarà un momento di stanchezza, ma stasera riesco a pensare solo a Lampedusa, e alla voglia di ritrovarmi un po'.... ma sono cosa difficili da descrivere... forse è meglio se vi faccio vedere la storia...



venerdì 18 aprile 2014

La storia siamo noi... nessuno si senta escluso
(F.DE Gregori)

“Suggestioni di due giorni di ferrovie e narrazioni”

Giovedì sera... sono stanca, sfiancata, la testa piena di cose, e un gran bisogno di dormire... ma si è detto che il venerdì esce il post e venerdì ha da uscire... bisogno di non tradire il lettore, ma prima ancora di non tradire me, bisogno di un esercizio di autodisciplina.
Perché inizio a realizzare che questo blog è prima di tutto un esercizio di autodisciplina.

Ieri è iniziato finalmente Moving Landscape, il laboratorio promosso da Pepenero all’interno del progetto “G.A.P. La città come galleria d’arte partecipata”: un laboratorio di scrittura collettiva, finalizzato a costruire una narrazione corale della ferrovia e del territorio salentino.


Tanti temi si sono toccati in questi due giorni, passati tra treni e stazioni, tra Zollino e Otranto... parlando, soprattutto... la scrittura verrà dopo.

Oggi non ho tanta voglia di parlare di me. Oggi sono in ascolto, degli stimoli che ricevo dall’esterno ma anche dall’interno (il famoso omino del cervello che non tace mai).

Non che non abbia nulla da dire, anzi, avrei moltissimo. Ma non ne ho tanta voglia... i pensieri dedicati alla scrittura collettiva, alle storie, che hanno un narratore, ma non un proprietario, alle storie di questa terra e al senso di appartenenza che genera, non sono ancora maturi abbastanza per essere fermati nella scrittura. E siccome la storia siamo noi, tutti noi, e nessuno deve sentirsi escluso, oggi vi regalo la storia di Betta, che è stata sottofondo di ogni mio pensiero negli ultimi due giorni.

Buona visione,


e un grazie speciale a Betta, che alla fin fine, anche se mi diverto a negarlo, è una mia grande amica.




venerdì 11 aprile 2014

Riportando tutto a casa

E così sono di nuovo a casa... mentre inizio a svuotare la valigia (processo che nel mio caso inizia almeno due giorni dopo il rientro e può durare anche un mese, ammesso che io ci stia un mese di fila a casa. In effetti spesso la finisco di svuotare solo quando è il momento di riempirla di nuovo)  ripercorro mentalmente le quasi tre settimane passate fuori casa... Sembra assurdo che siano passate solo tre settimane, sembra di essere fuori da almeno tre mesi... i posti visti, i letti in cui ho dormito, gli amici vecchi e nuovi, le attività, i lavori svolti, la valigia fatta e rifatta lasciando pezzi in giro, prendendone di nuovi, con tanto di teatrini surreali in aeroporto per riuscire a far star dentro tutto...


Questo viaggio racconta molto bene la piega sorprendente che ha preso la mia vita da quando, alla fine del 2011 ho messo un paio di scatoloni e borse in macchina e ho lasciato la Città Eterna per spiccare finalmente il volo. Destinazione: Lecce! Un master, sei mesi, massimo nove, poi torno.... le ultime parole famose. Da allora non mi sono più fermata! La mia base è rimasta qui, in Salento, terra meravigliosa, terra di confine, e nel frattempo ho costruito tante cose, ho viaggiato, mi sono formata, ho iniziato a collaborare con alcune splendide realtà del territorio, dividendo la mia vita tra lente pedalate tra gli ulivi e corse frenetiche tra treni e aerei.

Da qualche tempo sto pensando di aprire un blog, per parlare di me, di quello che faccio, ma anche di quella che sono, una giovane donna ormai quasi trentenne che insieme ad altri uomini e donne cerca un futuro diverso per sè e per il mondo che la circonda.

E così ho deciso di iniziare raccontando questo viaggio, per dare un consistente assaggio di me e di ciò che mi sta intorno... e quindi bando alle chiacchiere proviamo a iniziare con ordine, a presentarmi:

Mi chiamo Ginestra,  ho 29 anni (ancora per pochissimo) e da due anni dedico la mia vita all’associazionismo, dividendomi tra attività sul territorio e viaggi in giro per l’europa, sono in formazione costante e sto iniziando a formare anche altri, come ben racconta questa cronaca di viaggio.

Il 19 marzo, alle 11 della mattina Sara (è un nome che sentirete spesso, molto spesso, ma di Sara parleremo più avanti) passa a prendermi sotto casa, per portarmi alla stazione,

destinazione: Perugia

obiettivo: ultima fase del progetto K-Values un progetto europeo di formazione per formatori, in cui ho appreso a condurre laboratori di Digital Storytelling.
Per i prossimi 10 giorni sarò a casa di Marta, a Bastia Umbra, dove faremo il piloting, cioè ci metteremmo finalmente alla prova come formatrici, conducendo un laboratorio per 6 giovani disoccupati/precari.

Il viaggio in treno è lungo, lunghissimo, ma il tempo mi scivola leggero tra le dita. In treno mi sento sempre a posto con me stessa, cullata, rassicurata.
Avrei molto da lavorare, una volta lavoravo come una macchina in treno, e se proprio devo so farlo ancora, ma se posso preferisco rimanere in silenzio a fissare il mondo che scivola fuori dal finestrino, magari scrivendo un po’. Alle otto della sera sono finalmente a Foligno, Marta mi aspetta alla stazione leggera e sorridente, con la mia stessa ansia ma anche il mio stesso entusiasmo per la nuova sfida.

E forse a questo punto è il caso di aprire una breve parentesi sul digital storytelling, giusto per seguire meglio: trattasi di un breve racconto personale, per l’appunto digitale, una registrazione vocale, corredata da immagini, su un tema preciso, nel nostro caso le competenze professionali, formali e non.
Dunque il nostro ruolo è di facilitazione: tramite una serie di attività non formali aiutiamo le persone a concentrarsi sulla loro storia, e a scriverla in maniera sintetica e personale, dopodiché li accompagnamo durante tutto il processo dalla registrazione audio, selezione delle foto, montaggio, fino ad arrivare allo sharing, dove si guarda insieme il risultato del lavoro.

E così mi sono fermata dieci giorni in  Umbria, il laboratorio si è svolto nei due fine settimana, il primo dedicato alla scrittura della storia, il secondo al montaggio e alla valutazione finale.
Potrei parlare ore dei partecipanti, dell’emozione di vederli all’inizio scettici, poi intimoriti ad aprirsi e alla fine lanciati nelle loro narrazioni, ma credo che di questo parlino meglio le loro storie, quindi mi limiterò a segnalarvi i link su cui guardarle, e a dire che aiutare qualcuno a raccontare la sua storia, è una delle cose che mi emoziona di più al mondo!


Durante la settimana, oltre a lavorare con Marta, organizzare i materiali e confrontarci sul lavoro fatto e quello da fare, mi sono goduta un po’ l’Umbria, mia regione natia, eppure a me quasi sconosciuta: abbiamo preso un aperitivo in centro con Claudia, una mia vecchia conoscenza finita a Perugia per il dottorato, camminato di sera per Assisi deserta, passato la domenica a fare il periplo del Trasimeno parlando di amore, di avere 30 anni oggi, di questo paese, di noi, scoprendo affinità, intese e differenze, trasformando una collaborazione nata dalla casualità in un’amicizia che già promette di diventare solida e profonda. E per finire in bellezza è venuta a trovarmi la mia mamma... il mio modello, il mio punto fermo, la donna che sempre mi ha spronato ad andare, a crescere, a formarmi, ad affrontare con coraggio ogni sfida, ogni fallimento, ogni nuovo inizio, e soprattutto a lasciare Roma e trovare le mie ali. Salutare Marta, la mamma, il papà, il fratello, il nonno, il cane, che in questi giorni mi hanno fatta sentire di famiglia, nutrita e coccolata, non è per nulla facile... ai saluti non ci si abitua mai... il positivo però è che ogni chilometro che ti allontana da un posto dove sei stato bene ti avvicina al prossimo obiettivo.

E così il 28 sera, tempo di chiudere il laboratorio e bere ancora una cosa con Marta e Claudia, salgo sul regionale Perugia-Firenze. L’indomani devo essere a Milano in mattinata, così approfitto per passare una notte dal mio amico Luca.

Luca è una delle persone più dolci e solari che abbia mai incontrato, mi accoglie alla stazione con la sua bici arrugginita e un sorriso che odora di Sicilia, la terra di sua madre, la terra in cui ci siamo conosciuti.... in effetti è la prima volta che ci vediamo fuori dalla nostra piccola isola, ci siamo conosciuti 2 anni fa, anche se sembra già una vita, durante il festival del cinema di Lampedusa (e anche di questo parlerò prima o poi) e da quel momento siamo diventati una bellissima grande famiglia, e quell’isoletta in mezzo al nulla e pure al centro di tutto è diventata la mia seconda casa.
 L’aria è tiepida, quasi primaverile, ci perdiamo tra le viuzze del centro, in un silenzio irreale, parlando di tutto e niente, mangiamo sushi discutendo di politica e amore, e poi ancora a passi lenti e allegri ce ne andiamo a casa. Gli faccio vedere i miei giochi, gli regalo una conchiglia e una scatola aperta di cioccolatini, ci addormentiamo alle due del mattino eppure la mattina alle sette mi sveglio riposatissima.... colazione al sole e poi ancora in treno, altro giro altra corsa.



Milano vicino all’Europa, Milano che banche, che cambi, Milano gambe aperte, Milano che ride e si diverte..... scendo dal treno e sono già in metro, destinazione fieramilanocity, obiettivo “Fa la cosa giusta” la fiera sul consumo critico organizzata da Terre di Mezzo. Lì mi aspetta Carlo, per i prossimi due giorni saremo lì a promuovere il turismo sportivo e sostenibile, il nostro magnifico territorio, e un viaggio bike&boat costruito insieme, Salentobicitour e Oltrevela. Due giorni intensi, di relazioni, ma anche esplorazioni e scoperte, conosciamo i ragazzi che curano il blog Viaggiverdi, i giovani volontari della grande fabbrica delle parole e tanti altri...

E poi la sera un po’ di movida, un po’ di tempo con i miei amici romani emigrati qui, persone che mi sono accanto dai tempi del liceo, e che la distanza non allontana mai, e già che ci sono prima di ripartire anche un po’ di vita familiare... a casa col mio adorato zio Paolo, uno dei tre fratelli di mamma, la sua fantastica moglie e i miei 4 cuginetti. Mi piace Milano, di solito i romani non amano questa città, e invece a me mette allegria, mi ricorda momenti felici, intensi, mi piace prendere la metro e sorprendermi che passa puntuale e non si rompe ogni due giorni, mi piacciono i vecchi tram e i locali. E paradossalmente la sua frenesia mi rilassa...
Tanto che arrivata fin qui, di andare a Copenaghen non ho più tanta voglia, me ne resterei con la famiglia ancora un paio di gg, e poi me ne tornerei a casetta mia. Ma Copenaghen è qualcosa che desidero da quando avevo 16 anni, volevo andarci col mio amico Pedro, compagno di scuola e di avventure adolescenziali, a fare un viaggio tenda e zaino... poi gli anni sono passati, siamo stati insieme in Salento, in Libia, e in tanti altri posti, ma a Copenaghen mai... ironia della sorte adesso lui ci vive, quindi prima di iniziare il lavoro me ne starò un paio di giorni con lui.

2 aprile. Sveglia alle 4 del mattino, treno, aereo, metro, bus e sono all’università, completamente bollita dal sonno ma così felice di vedere il mio vecchio amico mentre mi fa vedere il laboratorio in cui fa il suo dottorato, le sue belle formichine che se ne stanno in una scatolina a costruire funghi e farsi studiare... sembra proprio abbia trovato la sua dimensione. Come molti altri di noi che se ne vanno a studiare e lavorare via di qui. Purtroppo. E la Danimarca è una meta piuttosto ambita per i giovani in cerca di un futuro, borse di studio, sussidi, un’università pazzesca... ho visto genitori ventenni con biciclette piene di bambini ovunque, altro che crescita zero, quelli figliano come i conigli! Beati loro che possono permetterselo....

E così riflettendo su questi temi cari alla mia generazione me ne sono andata in giro per la città, senza meta, senza appuntamenti, sola con i miei pensieri, il mio sonno e l’entusiasmo di potermi per qualche ora perdermi in una città sconosciuta in perfetta solitudine... ho camminato su e giù per l’orto botanico, pranzato in un locale del centro e scoperto lo splendido pane nero danese, e poi sono tornata all’università a prendere Pedro, e finalmente a casa, un tè, due coccole sul divano, la cena, filmetto a letto, mi hanno rimesso al mondo!

Mi sveglio presto ma riposatissima, miracolo c’è il sole! E una giornata tutta da passare con Pedro, e la Sara e Stefano, compagni di avventura del team Italiano, appena arrivati dopo una notte a Malpensa... la giornata si srotola felicemente tra un giro a Cristiania, un caffè sul prato lungo i laghi, e intense discussioni sulla politica italiana, la parità di genere e le relazioni uomo donna in Danimarca e al sud Italia, alla fine tutti conveniamo sul fatto che un uomo che ti apre la porta e ti prende le buste della spesa non necessariamente è un maschilista, e che certe donne stanno diventando troppo aggressive, e questo è insano tanto quanto il machismo...

E chiacchierando chiacchierando se ne va il mio ultimo giorno libero.... è ora di spostarsi nella casa del grande fratello, alias l’appartamento nel quale per i prossimi 3 giorni saremo chiusi con 5 danesi e 2 polacchi per discutere il soggetto del documentario che gireremo nei prossimi mesi tra Copenaghen, Lecce e Cracovia, nell’ambito del progetto Youthfor change.


Ecco che si apre l’ultimo capitolo di questo lungo viaggio, l’ultimo progetto da avviare prima di ritornare a casa a rimettere insieme i pezzi: conosciamo i ragazzi del team Danese, Marina, Ane, Mads e Stefan e i polacchi Kuba e Paulina. Per tutto il fine settimana discutiamo i contenuti del documentario che gireremo nei prossimi mesi, il piano di lavoro e gli obiettivi che vogliamo raggiungere. Diventiamo finalmente una vera squadra, ci separiamo con la convinzione che il lavoro dei prossimi mesi sarà intenso ma anche avvincente.



E il 7 mattina, alle sei, la sveglia che suona, il freddo fuori, un letto caldo da lasciare a malincuore e al contempo la prospettiva di rotolare finalmente verso sud, tornare a casa mia, magari al sole... beh non vedo l’ora....

Ci vogliono appena 16 ore per essere finalmente nel mio appartamento, a iniziare a svuotare la valigia, a riambientarmi, a riabbracciare i miei fantastici coinquilini, a scrivere questo blog che da qui in poi si propone di raccontare, attraverso episodi della mia vita, tutta una generazione che si muove, che prova a costruire un mondo diverso......


E speriamo sia un viaggio appassionante e che nuovi compagni vogliano seguire questo cammino con me!